ALESSANDRO CASETTI | FROM BLACK TO WHITE “Soglie di identità – abitare la fragilità”
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ALESSANDRO CASETTI | FROM BLACK TO WHITE “Soglie di identità – abitare la fragilità”

ALESSANDRO CASETTI | FROM BLACK TO WHITE “Soglie di identità – abitare la fragilità”

Una riflessione pittorica che indaga le soglie instabili dell’identità, mettendo in scena una tensione costante tra vulnerabilità e controllo, tra il desiderio di definirsi e l’impossibilità di farlo fino in fondo.

Martedì 17 marzo 2026, la Galleria Il Sole presenta il nuovo progetto artistico di Alessandro Casetti “From Black to White”. La mostra si configura come un attraversamento progressivo dal nero al bianco,  non come semplice polarità cromatica, ma metafora di uno spazio interiore in trasformazione. Tra questi estremi si apre un territorio complesso, fatto di attriti, crepe, accumuli e sospensioni: le opere non raccontano una storia lineare, costruiscono piuttosto uno stato emotivo in cui lo spettatore non osserva, ma abita, entra in un campo di forze dove orientamento e disallineamento si alternano, dove il controllo tenta di arginare la frattura e la fragilità si rivela come punto di accesso. La mostra diventa così un viaggio nelle zone di passaggio dell’io, attraversando le diverse serie di lavori in cui l’identità non è ancora forma compiuta, ma processo in atto e le superfici si incrinano, le strutture si addensano, il segno si ripete fino a farsi ritmo mentale e soglia tra visibile e invisibile. La serie dedicata ai bambini mette al centro il contatto diretto con l’ambiente naturale, l’osservazione, l’ascolto e la relazione empatica con il mondo vegetale e animale in cui la figura umana è parte attiva di un’esperienza sensoriale ed emotiva. “Ogni dettaglio è un codice segreto da decifrare, ogni esplosione di colore rompe uno schema per raccontare uno squarcio di verità̀, per farsi germoglio, foglia, ramo e speranza” (A. Casetti) Il rapporto con la natura introduce temi di trasformazione, identità, fragilità e adattamento, creando un ponte ideale con i temi sviluppati nella serie dei volti e nelle opere astratte. Nei volti femminili la pelle si trasforma in una mappa che custodisce le geografie invisibili dell’essere umano, uno spazio in cui la verità non si impone ma affiora lentamente, tra crepe, stratificazioni e vibrazioni cromatiche. Le superfici, attraversate da cromie intense e magmatiche, si tendono e si fratturano, rivelando una tensione costante tra apparenza e profondità. Ogni segno si fa traccia silenziosa, ogni esplosione di colore rompe l’equilibrio per aprire uno squarcio di luce. La fragilità non è assenza ma soglia: è nel punto di rottura che si genera spazio, che la luce filtra e che l’identità trova possibilità di forma. In questo processo, la vulnerabilità si rivela come luogo di incontro e come origine di un nuovo inizio. Le opere astratte sono pure deflagrazioni cromatiche, vortici di forme e materie che si confondono e si separano, dando vita a universi di bellezza mai compiuta, sospinta da forze contrarie che ne alterano i contorni. Il rimando alla complessità del mondo psichico, con i suoi echi, i suoi desideri, aspirazioni e paure, si espande sulla superficie pittorica prendendo la forma di mappe concettuali dell’anima, pura energia e pensiero fluido. “La verità̀ non grida, non abita la superficie, scorre lenta sotto la pelle, come un fiume trattenuto” (A. Casetti).


Martedì 17  marzo 2026

Ore 18.00

Via Nomentana 125 – Roma