Antonio Bardino | L’eco del vuoto – visioni di una realtà sospesa
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Antonio Bardino | L’eco del vuoto – visioni di una realtà sospesa

Antonio Bardino | L’eco del vuoto – visioni di una realtà sospesa

Una riflessione pittorica sul tempo dell’interruzione e sulla condizione di sospensione che attraversa il nostro presente.

Sabato 21 febbraio 2026, la GALLERIA IL SOLE inaugura la personale dell’artista Antonio Bardino (Alghero, 1973; vive e lavora a Udine).
La mostra riunisce una serie di opere che abitano spazi liminali, collocati “tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora accadere”, dove il vuoto si configura non come assenza, ma come luogo di risonanza e possibilità, offrendo una rara occasione per confrontarsi con il percorso più recente dell’artista, noto per la sua indagine sul rapporto tra natura, spazio antropizzato e percezione visiva.
La pittura si muove all’interno di una dimensione metafisica contemporanea che non evade il reale, ma ne osserva le fratture. Gli ambienti rappresentati appaiono immersi in un tempo dilatato, in cui “l’azione è sospesa e lo sguardo è invitato a sostare”. Le immagini non descrivono, ma interrogano, mettendo in discussione l’idea di stabilità e suggerendo una realtà aperta, processuale, costruita per discontinuità.
Un elemento centrale della ricerca è la presenza della natura, in particolare del mondo vegetale. Le piante emergono come presenze silenziose ma persistenti all’interno di architetture incompiute, spazi marginali e strutture abbandonate, trasformando il vuoto in possibilità. In questi scenari, “il confine tra naturale e artificiale si dissolve”, dando forma a una coesistenza fragile e inattesa.
La mostra propone così una visione in cui l’interruzione non coincide con la fine, ma diventa soglia. Il vuoto si rivela “un luogo fertile, capace di generare nuove visioni”, invitando il pubblico a una contemplazione lenta e attenta, e a riconoscere, nelle pieghe dell’instabilità, una possibile continuità del senso.
L’Eco del Vuoto è un invito ad ascoltare ciò che resta quando il rumore del reale si attenua, e a osservare il mondo da una prospettiva rallentata, dove anche i luoghi più instabili possono ancora risuonare. 

Sabato 21 febbraio 2026 – Ore 18.00
Via Nomentana 125 – Roma
Fino al 7 marzo